Embrace The Sun nasce da un’idea di Lars Eric Mattsson, boss dell’etichetta Lion Music ed artista egli stesso, il quale decide di mettere in piedi una compilation allo scopo di raccogliere fondi da devolvere alle popolazioni giapponesi che hanno subito il terremoto dell’11 marzo 2011. Iniziativa lodevole a cui partecipano molti nomi legati alla label in questione, tra cui Mattsson stesso che apre le danze con un brano invero poco ispirato.

Fortunatamente ci pensano altri nomi, in gran parte gli italiani, a sollevare il valore di un doppio disco sicuramente vario ed eterogeneo, ma anche mutilato dall’eccessiva “corsa al singolo” che porta moltissime band a calare la carta della ballad ad effetto. Tale fenomeno si riscontra soprattutto nel secondo dei due dischetti con gli Status Minor in testa nel dimostrare che non si costruisce una canzone con pianoforte e voce basandosi su melodie poco incisive.

Si parlava dei nomi nostrani coinvolti e qui i plausi si sprecano: Mastercastle, Marco Sfogli e Astra sfoderano assi dalle proprie maniche che fanno impallidire quasi tutti i compagni d’etichetta. Anche Locomotive Breath, Jennnifer Batten (la si ricorderà sempre come chitarrista di Michael Jackson, inutile negarlo), Emir Hot, Section A ed Early Cross segnano la loro presenza con pezzi decisamente degni di nota e che da soli valgono l’acquisto dell’intera opera.

In chiusura del secondo cd troviamo, inoltre, un brano che vede racchiuse le performance di molti artisti, uniti per registrare uno strumentale che concluda in bellezza questa compilation.

Al di là dell’utilità delle raccolte al giorno d’oggi, va premiata sicuramente la bontà delle intenzioni con cui è nato questo progetto ed i suoi propositi umanitari ben più che lodevoli. Nel complesso, com’è ovvio che sia, ci troviamo dinnanzi a stili piuttosto differenti tra loro con parentesi soft fino ad arrivare al metal estremo. Comprare un prodotto del genere ha senso in quanto la cifra ricavata verrà devoluta in beneficenza, ma è anche utile per scoprire il roster di un’etichetta in profonda espansione, cosa che il buon Lars Eric Mattsson sa bene e sfrutta anche a suo favore.

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