Il Movimento d’Avanguardia Ermetico è una di quelle pochissime realtà musicale di nicchia, che brillano di luce propria e danno spazio alle grandi riflessioni contestate dall’umanità stessa. Essi uniscono in musica tutto ciò che è filosofia, conflitto personale di interesse, oscurità intesa come rinascita spirituale e un concetto basilare di vita. Per approfondire meglio e più a fondo queste argomentazioni, lo abbiamo chiesto direttamente ad Ans, mente geniale e introversa che ha generato il Movimento fin dal principio:

1) Come nasce il Movimento d’Avanguardia Ermetico, soprattutto che significato ha tutto questo?

Nasciamo ufficialmente nel 2005, dunque dal 2015  con il disco “Torri del Silenzio” celebreremo la prima decade di attività. Molte composizioni derivano prevalentemente dal periodo 1999-2004 in cui lavoravo ad un precedente progetto: Sarghnagel, con i quali ho pubblicato un unico demo nel 1999 dal titolo “Munfrin Heidentum”. La genesi di MDAE può essere vista anche in quel progetto iniziale, tanto che il cantante di Sarghnagel, Agilulf, si è unito a MDAE a partire dal 2012, con Lacrime degli Dei. Inoltre nel 2000 ho partecipato come session alla prima demo  dei casalesi Fornace, in cui militavano Iorda/Yog (batterista e cantante di MDAE sino al 2013) e R.I, bassista dai tempi di Ignis.  Ora alla batteria suona L.S., già attivo con Vacuum e Eroded. Il significato iniziale del progetto MDAE rimane invariato, seppure parzialmente rinnovato nelle forme espressive. Coniugare avanguardia e spirito delle origini, riprogettare la contemporaneità e il futuro con uno spirito arcaico, usufruendo della musica estrema e del black metal in particolare per esprimere in musica i principi arcaici e originari che animano le nostre vite. Tutto ciò avviene con assoluta spontaneità poiché in primis noi viviamo ciò che cantiamo, lungi dagli stili di vita e dai contenuti delle masse preferiamo le montagne alle spiagge assolate, la desolazione dei paesaggi disabitati alle folle ebbre della contemporaneità.

2) Ascoltando i vostri lavori, come ad esempio “Lacrime degli Dei”, ho notato che i vostri testi sono frutto di una preparazione filosofica piuttosto intricata e molto concettuale. Volete spiegarci di cosa si tratta?

Qualcuno ha definito tale preparazione un atteggiamento noioso da bibliotecario ammuffito. Il disprezzo degli altri è sempre ben accetto. Infatti, Dai Pāśupata Sūtra: “…manifesta la sua condotta, disistimato, in mezzo a tutti gli esseri, vilipeso si aggiri, soppressa ogni maculazione. Perché mal considerato dagli altri, dà maculazione a coloro che lo disprezzano e si prende i loro meriti spirituali. Perciò, a mo’ di un morto si aggiri; o russi; o si dimeni; o zoppichi; o amoreggi. Agisca, insomma, e parli sconvenientemente di modo che ottenga il disprezzo voluto. Disprezzato, infatti, il saggio raggiunge la perfezione dell’ascesi.” (III, 1-19)  E qui torniamo ad un punto fondamentale: l’inscindibilità tra pensiero, musica e azione. Non si tratta soltanto di un filosofeggiare o di una atteggiamento meramente intellettuale. Al contrario è l’esperienza di vita che mette alla prova tale pensiero, lo corrode dalle illusioni e ciò che ne resta è il nucleo autentico ed ineliminabile, forgiato dal fuoco alchemico dell’esperienza, anche spirituale.

3) Fate un genere molto personale, intimo, ragionato sulle tematiche della società odierna. Che idea avete dell’umanità?

Difficile risponde nell’ambito di una intervista musicale, ad ogni modo è centrale il raggiungere una certa indifferenza verso l’umanità e le sue ulteriori involuzioni: il guerriero da tastiera, la decerebrata ossessionata dai social network, lo schiavo dei mass media e così via. Distanza spirituale. Disinteresse. Lontananza fisica e attitudinale anche da un certo tipo poco desiderabile di ascoltatore metal. Se la musica estrema è una occasione di crescita e di maturazione ben venga. Se è una passione disgiunta da interessi mafiosi, allora è un modo per distinguersi dall’umanità ordinaria. Ma se diviene abbruttimento e conformismo sotto culturale, dove magari sfogare ossessioni irrisolte allora anche il pubblico metal rientra nel generale appiattimento contemporaneo.

4) Cosa pensate di quella corrente denominata “metal estremo underground” ?

Per quanto mi riguarda Il metal estremo è una fonte di ispirazione continua per la mia vita. E’ un genere che seguo da diversi anni, diciamo due terzi della mia vita quindi è normale che lo senta molto vicino, come colonna sonora di tanti fatti importanti. La musica estrema – ma non solo – è in grado di generare nell’ascoltatore sensazioni uniche, estatiche, in grado di far superare i limiti del contingente.

5) Vi sentite parte di questo sistema o preferite rimanere “misantropici” , lasciando piuttosto che sia la gente a capire il significato dei vostri testi ?

Solitamente I nostri testi non sono pubblicati se non parzialmente e quando  vengono pubblicati spesso sono interpretati in modo francamente discutibile.

6) La vostra realtà crea suoni e appunto musiche davvero molto suggestive, che danno il senso di spiritualità concettuale all’ascoltatore e indubbiamente fanno insorgere le domande che da sempre sconvolgono l’uomo. Che idea avete del satanismo spesso utilizzato nella musica, così come una vera e propria corrente opposta della religione cristiana e di quella orientale?

Francamente ho difficoltà a pensare che il satanismo nel black metal sia una corrente che può essere opposta ai movimenti religiosi di massa. Inoltre anche ponendo che qualche musicista che si definisce satanista sia animato da una effettiva capacità di mobilitare o inserirsi in una corrente spirituale “avversaria” non è banale pensare ad una reale capacità di guerreggiare contro una religione organizzata. Prendiamo ad esempio una marionetta ad uso e consumo della pseudo ideologia dei diritti dell’uomo e del suo corollario buonista: “Pappa Francesco”.  Ho difficoltà a pensare che i contenuti dei testi musicali siano davvero fonte di preoccupazione per le sue attività e le sue strategie comunicative. Al contrario ritengo che il fattore spirituale veicolato dalla musica possa servire da supporto temporaneo per gli ascoltatori nella loro interiorità. Come momento di rapimento ed estasi che li porti oltre l’hic et nunc. Concetto non dissimile dall’audizione mistica o dall’estasi dei dervisci. Dimenticate le limitazione dell’io contingente la musica si può fare onda da cavalcare per superare le limitazioni e passare in uno stato altro. Superiore, trascendente.

7) Alcune parti musicali che avete creato sono molto oscure, da dove deriva tutta questa ermeticità oscura ?

E’ nell’oscurità che si rivela la vera luce. Così traspongo in musica i paesaggi desolati che mi affascinano, gli ambienti montani dove io e altri componenti di MDAE cimentiamo la nostra volontà e resistenza; talvolta anche in condizioni climatiche avverse. Le notti in bivacco o in rifugio, le albe sui ghiacciai sono la rappresentazione esteriore delle battaglie e dei confronti interiori: davanti alla furia degli elementi e alle difficoltà si può saggiare la propria forza interiore, riscoprire la propria stirpe originaria. Così si rende più evidente il baratro che intercorre tra chi si atteggia a guerriero – ben nascosto dietro allo schermo – e chi saggia se stesso nel freddo e nell’oscurità, dove si rivela appunto la vera luce.

8) Siete una realtà ritenuta molto di nicchia, adatta senza dubbio ad un certo tipo di pubblico, ma si sente comunque parlare molto di voi. Che effetto vi fa essere arrivati fino qui da quando vi fu la genesi di questo Progetto? Avete dei rimpianti?

Rimpianti pochi: anche se I numerosi cambi di line up non sempre sono stati ‘sereni’ oggi I componenti che militano oggi nella formazione rappresentano per me non soltanto un gruppo affidabile e coevo musicalmente ma anche una compagine umana in cui mi riconosco. Oggi in MDAE è presente un nucleo di persone devote al black metal monferrino, alla vita vissuta nella realtà e non sui social network, all’oscurità e all’ermetismo come vie dirette verso la trascendenza. Per quanto riguarda I ritorni che provengono dal pubblico solitamente si dividono in due tendenze. Chi ci supporta e apprezza con particolare fervore e chi arriva – sempre ben nascosto dietro uno schermo – a minacciarci apertamente. Non e’ un problema. Il disprezzo da parte dei subumani è per noi motivo di soddisfazione. Significa che ci stiamo muovendo nella direzione giusta. Diamo fastidio agli erotomani da tastiera ? Certamente. Perché non ci limitiamo a costruirci un personaggio pret a porter da “cattivoni”, da “guerrieri” o da “depressi” come è ormai classico nel metal estremo. Noi siamo la musica che suoniamo e questa è una autentica espressione delle nostre visioni.

9) Che idea avete della scena black metal italiana?

Ci sono purtroppo delle differenze e delle lacune rispetto ad altre scene nazionali. Nel resto d’Europa – ad esempio e al contrario del Belpaese – ritrovo band molto valide e anche molto poco legate al ‘contorno’. Band come DeathSpell Omega, Aosoth, Katharsis, Abyssic Hate, Silencer, Mgla, Szron, hanno rilasciato pochissime – o nessuna talvolta – interviste e poche sono le foto che li ritraggono. Molte scelgono di non effettuare live nonostante la loro perizia tecnica. I loro focus è incentrato sulla sostanza. In Italia invece spesso manca la sostanza ma e’ presente sin troppo ll presenzialismo o una mentalita’ mafiosa. Senza contare Il fenomeno dei guerrieri da tastiera. Alla sostanza per fortuna badano – e con ottimi risultati –  band quali tenebrae in perpetuum, Near, hakenkreuz nocturna, Beatrik, Enthroning silence, Vacuum, Altar of perversion, Malefic mist, Nocturnal degrade, Vardan, Apolokia, Permixtio, Strigoi, Strix, B.N.T., Propaganda, Imago mortis, Skoll, Huginn, Frentrum, Tronus abyss, i primissimi Janvs dei tempi di Nigredo, I primi Adversam di “The Black Diamond Gate” e I primissimi handful of hate autori di perle come “Goetia Summa” e “Qliphotic Supremacy” . A queste band guardo con rispetto e ammirazione. In campo ambient segnalo Winterblood e orchestra Esteh così come esprimo sempre gratitudine alle label che ci hanno supportato: AMF Prod dall Bulgaria, le italiane War Kommand, Algiz Art, The Oath e la russa Kunsthauch. Probabilmente ho dimenticato di menzionare qualcuno ma ci tengo a sottolineare che spesso i progetti BM italiani più interessanti non sono quelli pubblicizzati e promossi dai live, ma quelli che rimangono nell’underground dell’underground.

10) Che progetti avete per quanto riguarda il futuro del Movimento?

Nel 2015 prevediamo l’uscita del disco “Torri del Silenzio” – per Avantgarde, cui stiamo lavorando in questi mesi. Come detto da tempo sarebbe interessante effettuare un unico live su invito per celebrare i 10 anni della band. In passato mancava una band al completo, ora possiamo provare a pensare a tale ipotesi con maggiore concretezza. Il nuovo disco – che vedrà apporti compositivi da parte di tutta la band – ritrova maggiori sonorità black metal rispetto al passato. Una parte dei testi sono stati tratti e ottenuti tramite esperimenti di induzione ipnotica. Può sembrare una trovata curiosa e certamente desterà critiche da parte dei subumani: sarebbe l’ennesima conferma che la via intrapresa è distante dalle masse e personalmente la trovo una ottima via per saggiare e fare emergere dall’inconscio contenuti latenti che informano poi la musica che suoniamo. Sondare l’oscurità e provare a descriverla tramite la nostra musica, questa resta la nostra Via.

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