LIVE REPORT – A NORDIC SYMPHONY

17-10-2018 Alcatraz – Milano

La Finlandia in ambito musicale è una terra ricca di grandi band, in particolare del nostro amato metal e stasera gli amanti del power e symphonic metal, si sono riversati all’Alcatraz per assistere a una micidiale accoppiata, composta da due grandi esponenti dei rispettivi generi che si esibiranno come co-headliner, ovvero i mitici STRATOVARIUS capitanati dall’inossidabile Timo Kotipelto e la magnifica TARJA ex cantante dei Nightwish.
Purtroppo, essendo arrivato in ritardo a causa del temibile traffico milanese, ho perso l’esibizione dei Serpentyne, band Symphonic-folk metal nata nel 2010 a Londra. Appena metto piede nel locale, rimango stupefatto nel vedere che è semivuoto e hanno allestito il palco piccolo, davo per scontato che avrebbero usato il palco principale e di trovare una marea di gente vista l’importanza dell’evento.

STRATOVARIUS
Adesso concentriamoci sul concerto, durante il cambio palco l’affluenza aumenta e la tensione cresce, ad un tratto si spengono le luci e parte l’intro, gli alfieri del power metal finlandese prendono posizione acclamati a gran voce, e, sulle note di “Eagleheart” infiammano il pubblico. Sulla breccia dal 1985 i nostri hanno alle spalle una vasta discografia e attingono canzoni più recenti come “Shine in The Dark”, “Unbreakable” e “Oblivion”, quest’ultima tratta da “Enigma: Intermission pt. II” fresco di pubblicazione. Il pubblico risponde positivamente, risparmiando le energie per i cavalli di battaglia come “Paradise” e “Destiny”, inoltre Mr. Kotipelto con nostra sorpresa annuncia un pezzo che eseguono per la prima volta con questa formazione, si tratta della trionfale “4000 Rainy Nights” sentita molto intensamente. Timo e soci sono in grande forma, pezzo dopo pezzo Matias sprigiona fiumi di riff portentosi e assoli al fulmicotone, affiancato dal sempre sorridente Lauri le cui agili mani passano da un capo all’altro del basso, Jens alla tastiera sfoggia la sua maestria arricchendo il sound di melodia dalle più tenui alle più frenetiche, mentre Rolf si destreggia tra piatti e pelli picchiando con potenza e infallibile precisione. I musicisti sono tutti di grande calibro e hanno una forte tenuta di palco, ma il padrone assoluto è sempre il grande Timo, la cui prestazione vocale non fa una piega grazie alle solide corde vocali, incita i fans a battere le mani a tempo e porge il microfono durante i ritornelli, cantati a squarciagola dai fans sempre più entusiasti, nonostante rimangano molto composti per tutto il concerto, a differenza dei precedenti live dove regnava il delirio, stasera c’è solo un gruppetto che salta e poga durante l’immancabile “Black Diamond”. Quando Matias prende la chitarra acustica, è il momento della ballad per eccellenza, la dolce e soave “Forever” cantata all’unisono, in seguito per il gran finale sparano l’ultimo evergreen “Hunting High And Low”, dove Lauri inserisce un coinvolgente assolo di basso. Premiato con copiose urla e applausi, il quintetto di Helsinki può ritirarsi a testa alta per aver segnato l’ennesimo trionfo in terra italica, il pubblico notevolmente aumentato avrebbe voluto altre cannonate come “Against The Wind”, “Speed Of Light” o “Kiss Of Judas” però il tempo non l’ha concesso, ma sicuramente ora è pronto per accogliere la tanto attesa regina.

LINE-UP:
Timo Kotipelto – Vocals
Jens Johansson – Keyboards
Lauri Porra – Bass
Matias Kupiainen – Guitars
Rolf Pilve – Drums

SETLIST
1- Eagleheart
2 – Forever Free
3 – Oblivion
4 – Shine in The Dark
5 – Paradise
6 – 4000 Rainy Nights
7 – Black Diamond
8 – Destiny
9 – Forever
10 – Unbreakable
11 – Hunting High And Low

TARJA
Dopo l’ottima esibizione dei suoi connazionali, il pubblico che ormai ha riempito il locale è in fibrillazione per l’arrivo della “Regina della sinfonia”, l’attesa sembra non aver mai fine ma finalmente il locale si oscura, durante l’intro i musicisti prendono posizione, ad un tratto Alex attacca con il riff di “Demons In You”, i fans esultano fino ad esplodere con l’entrata in scena di TARJA in tutta la sua bellezza, e, direi anche trasgressione visto che non indossa l’abito lungo gotico ma bensì pantaloni di pelle, corpetto nero con borchie, guanti e tacchi a spillo, una versione di Tarja che non avevo mai visto e sempre senza mancare di raffinatezza ed eleganza. Essendo l’ex cantante storica dei Nightwish siamo consapevoli di aver di fronte un’artista completa, appena inizia a cantare la dolcezza della sua voce si espande catturando ogni singolo spettatore, e, col procedere dell’esibizione l’atmosfera si riscalda sempre di più, come repertorio lasciano spazio all’ultimo disco “The Shadow Self” del 2016 eseguendo “Undertaker”, “Love To Hate” e altri, mentre dal passato non mancano mai perle come “Falling Awake” e “Victim Of Ritual”. La nostra amata Tarja è ovviamente la protagonista assoluta, ma anche i suoi compagni di palco sono degni di nota, Alex detiene una sezione ritmica molto solida, affiancato alle fluide linee di basso da parte di Kevin, mentre Max al violoncello e Christian alla tastiera arricchiscono il sound con melodie che conferiscono ad ogni pezzo atmosfere cariche d’emozione, infine il batterista Timm suona con grinta e precisione ma onestamente rimane nell’ombra del suo predecessore, il poderoso Mike Terrana. Sono tutti ingranaggi ben oliati e coesi tra loro, complessivamente costituiscono una potente macchina live, dimostrandolo soprattutto nell’intermezzo strumentale durante “Calling From The Wild”, cosa dire di Tarja? Lei è una presenza angelica che incanta con la sua voce melodiosa e il suo carisma e sguardo ipnotico, i fans pendono costantemente dalle sue corde vocali, incitati ad applaudire a tempo e cantare grazie ai suoi semplici quanto efficaci gesti, tra gli innumerevoli applausi e cori di rito riceve anche un omaggio floreale come una vera… “Diva”, proprio come la canzone durante la quale indossa una corona rigorosamente nera. Tra repertorio vecchio e nuovo non c’è differenza, il pubblico acclama ogni brano con grande enfasi, praticamente solo “I Walk Alone” suonata in acustico il pubblico ascoltava con rispettoso silenzio cantando solo i ritornelli. Purtroppo il tempo è tiranno e anche se i fans reclamano altri pezzi, compreso un tentativo per “Whismaster” dell’epoca Nightwish purtroppo negato, siamo giunti al termine dello show con la celebre “Until My Last Breath”, i nostri spremono le ultime energie aiutati dai fans che cantano fino all’ultimo respiro. Investiti da una pioggia di urla e applausi Tarja e soci ringraziano di cuore, con inchini, baci e lanci di plettri, ritirandosi a testa alta per aver estasiato per l’ennesima volta i loro fans, concludendo splendidamente l’ “A Nordic Symphony”.

L’incontro ravvicinato tra il power metal dei formidabili Stratovarius e il symphonic metal della magica Tarja, ha dato frutto a una serata memorabile carica di adrenalina ed emozioni, scaturite dagli eccellenti musicisti e cantanti che hanno dato l’anima dalla prima all’ultima nota, dimostrando infinita passione e professionalità. Speriamo di assistere in futuro, ad altrettante accoppiate dei vari generi che compongono il vasto panorama metal per la gioia dei suoi eclettici fans. Alla prossima!!!

LINE-UP:
Tarja Turunen – Vocals
Kevin Chown – Bass
Max Lilja – Cello
Alex Scholpp – Guitars
Christian Kretschmar – Keyboards
Timm Schreiner – Drums

SETLIST:
1 – Demons In You
2 – 500 Letters
3 – Falling Awake
4 – Undertaker
5 – Deliverance
6 – Calling From The Wild (with band solos)
7 – Diva
8 – Love To Hate
9 – Innocence
10 – I Walk Alone (Acoustic)
11 – Victim Of Ritual
12 – Until My Last Breath

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