Pubblicato nel 2006
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8th Sin, a dispetto dell’esordio discografico assoluto, è il monicker di una formazione che vanta tra le proprie fila musicisti di elevato calibro ed esperienza tra i quali spicca la pesante figura di Tony Särkkä, meglio conosciuto come IT nei suoi Abruptum. Aspettative? Facendo due conti in line-up, constatando che la produzione del lavoro è stata affidata ad un tale Peter Tagtgren ed aggiungendo la forte curiosità suscitata nel vedere un personaggio come IT alle prese con un contesto musicale a lui estraneo, le premesse per illudersi di un debutto col botto c’erano tutte.

Frantumando previsioni rosee ed ottimistiche, la band dell’ottavo peccato traccia un disco che, pur non sembrando eccessivamente scontato e derivativo, in gran parte della sua durata risulta pericolosamente tedioso ed ineffabile. Al contrario di quanto ci si possa aspettare dai personaggi che caratterizzano la formazione in questione, l’impressione resa da “AngelSeed & Demonmilk” è quella di voler esplorare i territori meno seriosi del genere a favore di un atteggiamento spesso grottesco e rilassato. L’esperienza, pur oppressa da una presa sull’ascoltatore praticamente nulla, c’è e si sente in un disco che “ci prova” senza mai decollare. Uso del sintetico piuttosto parsimonioso e poco invasivo, prevedibili riffoni spezzati e monolitici lanciati in serie infinite ai quali si aggiungono stacchi (con molta libertà e fantasia) accostabili al rock’n’roll e vocalizzi spesso forzati ma gestiti in maniera piuttosto varia sono le caratteristiche comuni dei brani del lavoro. Assolutamente da tralasciare, dunque, i mille accostamenti casuali a NIN e Deathstars che spesso vengono utilizzati nell’ambiente per presentare la formazione capitanata da IT che ricorda molto, invece, come attitudine ed ispirazione una versione opaca del primo Manson più beffardo.

Pur assestandosi su un giudizio oggettivo, prescindente da aspettative ed improbabili paragoni col passato musicale dei membri degli 8th Sin, “AngelSeed & Demonmilk” rimane un disco impalpabile e talvolta noioso che non riesce ad andare al di là di una line-up da urlo e delle buone intenzioni. Per chi di ciò riesce ancora ad accontentarsi.

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