Equilibrio, aspirazioni sognanti in un mondo sostenuto dalla melodia e dalla buona musicalita’, tutti concetti cari al power metal sinfonico italiano. In un periodo dove difficile trovare band capaci di offrire emozioni, ecco  stavolta questa nuovissima band capace di raccogliere il testimone e portare avanti, con nuove idee, quel filone beneamato e ultimamente malconcio.

Debutto discografico per i 4Th Dimension, vicentini d’adozione, cresciuti a suon di Sonata Artica e Stratovarius, capaci di sfoggiare un insieme di suoni che il genere citato impone in maniera veramente elegante.

Da segnalare subito la buona preparazione strumentale del quintetto in questione, uniti e determinati, dove si arrampica la voce di A. Bicego, cantante ancora in fase di crescita ma di sicuro talento nonche’ coofondatore della band insieme all’ ottimo tastierista T. Fusaro.

Forti del recente tour europeo con Sonata Arctica e Labyrinth per tutta Europa, “THE WHITE PATH TO REBIRTH” per l’appunto il titolo del debut album dei nostrani,  di carne al fuoco ne ha davvero tanta, infatti canzoni come “Consigned to the Wind”, “Labyrinth of Glass” e “A New Dimension (feat. Fabio Lione)” mega-classica e hit dell’album risultano impeccabili e veri tributi al power metal d’eccellenza, splendida anche la semi-ballad “Winter’s Gone”intensa e vibrante quanto originale,  a testimonianza di come la band si muova con gran classe e disinvoltura.

Discorso a parte invece va fatta per la stucchevole “Everlasting (feat. Melody Castellari)” che a mio modesto parere non offre spunti particolari per una song che non riesce ad emozionare neanche per un istante e la conclusiva “Landscapes” poco particolare, anche se il livello dell’album è talmente alto che si puo’ tranquillamente soprassedere. Avanza il disco e si prosegue tra ritmiche incalzanti non prive di buone soluzioni farcite da cavalcate imponenti, tutto accuratamente incastrato da un buonissimo reparto strumentale, fantastico inoltre l’artwork dell’album simile ma non uguale a “Rebirth” degli Angra.

Una buona prova in definitiva il cui unico difetto e forse quello di essere perfettamente in linea con quanto atteso di un sano album di power metal melodico. Buona la prima.

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