Pubblicato nel 2012
www.myspace.com/3iob

Dire bello è dire poco. Dire spettacolo, già ci si avvicina abbastanza. Forse per gusti forse per la voce di Pipes che mi fa impazzire, forse per le chitarre di Hagberg e Clarck che pure quelle spaccano, o per la batteria di Pearson o il basso di Stroud, insomma, mi piace davvero un casino sto album. E’ un misto tra Mercyful fate/King Diamond, Judas Priest , ci trovo pure un po’ di Ac /Dc (forse per via della voce di Pipes , che me la ricorda un po’ personalmente, anche se il suo falsetto rimanda a Petersen e Halford), Angra e per quanto mi riguarda, ci ho trovato una punta di Jethro Tull persino, in una track. In sostanza, hanno rispettato comunque il loro genere e le loro capacità che non sono state smentite, anzi … Comunque bando ai complimenti per ora e mi concentro sulla recensione. I 3iob tornano in scena con il loro quinto album in uscita il 27 marzo, dopo il quarto, “Here Waits Thy Doom”(2009), che racchiude il meglio dell’heavy e dello speed metal : si parte con “Metal Woman”, un pezzo a dir poco bellissimo e che da già l’idea di come sia l’intero album, il giro di basso di Stroud all’inizio è favoloso, seguito dalla batteria di Pearson e dalla voce di Pipes, che lo accompagnano alla grande; si passa a “My Sword Not Sleep”, carichissima sin dall’inizio per poi proseguire con tutte le altre : le canzoni sembrano seguirsi musicalmente l’una alll’altra, all’interno dell’album. C’è anche un pezzo interamente strumentale “Chief and the Blade”, che spezza e da tregua alla cavalcata di questo disco, ma riprende anche’ esso il pezzo dopo , “Dark Messenger”, quindi da assoluta omogeneità. La fine del disco non smentisce per nulla sia la testa, che il corpo dell’album. Scivola come olio nelle orecchie, o forse metaforicamente quasi come un serpente questo disco e la cosa più significativa è che ,vi assicuro, ho fatto ascoltare il brano d’apertura ad un amico a cui il metal non piace moltissimo, ma è riuscito ad ascoltarla interamente, dicendomi : “bella!”, il che, è tutto detto.
Scrivo motivata quanto per Blaze questa recensione, o forse ancora di più. Io sinceramente non vedo l’ora di spararmelo ancora e ancora e ancora. Sembra quasi uno spot pubblicitario più che una recensione a rileggermi, ma vi assicuro che questo potrebbe rientrare nella mia top degli album che più mi attirano e soprattutto senza mai stancare (sempre chiave fondamentale per la riuscita di un album, a parer mio). Non so se c’è un ritorno o meno al passato nei nuovi album che sto ascoltando, in generale, ma tutto ciò mi piace assai. Se potessi dare un voto darei 5, ma mi tengo sul 4 in quanto aspetto sempre un “album orgasmo”, anche se questo ci si avvicina abbastanza per quanto riguarda i miei gusti, che spero davvero siano coincidenti pure con quelli che decideranno di ascoltarlo. Lodo il loro lavoro, il cui impegno è sicuramente stato parecchio perché secondo il mio punto di vista, qui c’è davvero una buona parte dell’essenza del metal e che sono riusciti perfettamente nell’intento di acclamare a gran voce : “Long Live Heavy Metal!”

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